lunedì 31 ottobre 2011

Stand up


Il collegamento é facile da fare. Bob Marley cantava

“Stand up for your rights” - alzati in piedi per i tuoi diritti, ergiti a difensore della tua dignitá umana.

Ci sembra cosí lontano questo richiamo, nel tempo, nello spazio…associato a popolazioni intere che si ribellavano ai vecchi colonizzatori per avere riconosciuti i propri diritti, quei diritti che sono indispensabilmente riconosciuti ad ogni uomo.

Un richiamo cosí separato dalla realtá in cui viviamo, quasi innecessario da fare ora, qui...

Purtroppo, peró, non é cosí.

Viviamo in un mondo in cui lo sdegno per l’ingiustizia e la mancanza di buonsenso é ormai sopito sotto le macerie di un sistema che sforna milioni di persone autoconformanti, stampate ogni giorno in grande quantitá. Tutti uguali, tutti con lo stesso logo stampato addosso, tutti piatti, tutti con la stessa inconscia paura di fare un passo fuori dalla linea. Pena: l’ignoto, il caos probabilmente.

Ecco allora perché alzarsi in piedi. Qui e ora.

Per riaffermare la nostra dignitá di esseri umani. Di individui, di persone uniche e pensanti, al di fuori da qualunque stadard ci possano imporre. Siamo complesse unitá di pensiero ed emozioni, che si fondono insieme in societá ancor piú complesse...in sistemi decisamente non uniformi, vivi e constantemente in evoluzione. In questo momento credo che la necessitá sia quella di fare un passo fuori dalla massa incolore, di alzarsi in piedi e gridare con tutta la forza che si ha in corpo “io ci sono ancora!”, di riaffermare la nostra individualitá e la nostra capacitá, la nostra necessitá di forgiare ognuno per sé il proprio futuro, il proprio cammino. Criticamente, consciamente. Cogito ergo sum.

Il nostro piccolo mondo si sta ampliando inesorabilmente e ci lascia nudi...nudi di fronte alla pochezza di ció che fino ad appena un momento fa credevamo solido come la roccia. La nostra percezione delle cose, le nostre motivazioni, la nostra abilitá di ragionare e di trarre conclusioni, la nostra voglia di fare possono espandersi talmente tanto da rischiare un senso di vertigine. Cosí a volte puó succedere anche che quel lumicino che arde flebile come una candela dentro di ognuno di noi inizi all’improvviso a crescere, sempre di piú...inesorabile, fino a diventare fuoco che arde e ci consuma. Capisci che non si tratta piú di qualche luogo lontano in qualche momento storico, ma che si tratta di qui e ora. Di fronte all’abisso del tutto, dell’ovunque e del sempre, capisci che l’unica cosa che ha importanza é il qui e l’ora.

E allora capisci che é ora di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Ognuno secondo le proprie possibilitá, il contributo che puoi dare é insostituibile. E allora in piedi, si comicia...





Mi alzo in piedi contro l’ignoranza perché credo che ce ne sia bisogno. Perché non si parla piú, tante volte, al di lá dei luoghi comuni e delle banalitá. Perché la cultura é mercificata e disprezzata, soppiantata da falsi valori che ci rendono ciechi di fronte allo scempio quotidiano che abbiamo davanti. Per tornare ad essere arbitri delle nostre scelte e smettere di essere burattini.

Mi alzo in piedi perché c’é bisogno di consapevolezza. E il primo passo per risolvere un problema é riconoscere di averlo.

Perché dopo aver assorbito quanto possibile fino ad ora, é forse arrivato il momento di fare la mia piccola parte; aspettare di piú non avrebbe senso, sarebbe tempo perso.

Mi alzo in piedi contro la paura del diverso e la mancanza di dialogo. Mi alzo in piedi contro la paura dell’ignoto.

Mi alzo in piedi contro l’immobilitá che ci avvolge e ci stordisce. Immobilitá fisica, sociale, culturale...ci siamo tutti immersi fino al collo. E puzza.

Abbiamo di fronte a noi un’era fantastica. Parole che girano alla velocitá della luce, che rimangono scoplite per sempre nell’etere e nelle menti di chi le ha condivise. Hanno il potere piú grande che ci sia stato concesso, spesso sottovalutato: quello che deriva dalla volontá, dalla dedicazione a una causa, dalla voglia di far sentire la propria voce, dalla necessitá di affermarsi come persona e distinguersi dalla massa...come essere umano, come entitá pensante individuale, unica e per questo da rispettare. E da ascoltare. Possibilitá finora mai offerte che sono lí, pronte ad essere colte da chiunque lo voglia.





Voglio che questo spazio serva a motivare il pensiero e la riflessione, che sono l’anticamera dell’azione. Voglio che spinga a far nascere qualche opinione personale, rispetto magari a problemi finora nascosti o anche solo ignorati, animando poi alla discussione. Perché spesso siamo troppo pigri anche per unire qualche sinapsi, e diciamo pure che qualcuno in questo preciso momento ci sta godendo come un riccio.

Quello che questo spazio non vuole essere é invece un mezzo di comunicazione unilaterale. Tutto quello che scrivo rappresenta un tremolante punto provvisoriamente raggiunto nella mia visione delle cose, dopo una serie di eventi ed esperienze che in quasi 28 anni di vita mi hanno portato ad essere la persona che sono. Qui e ora. Probabilmente rileggendo queste pagine in futuro proveró tenerezza o un accondiscendente senso di divertimento per quel ragazzo che scriveva. Ma non é questo il punto.
Chi scrive non crede nella perfezione intesa come stato ultimo da raggiungere o raggiungibile in sé; crede nel continuo miglioramento. Lo stesso vale per la conoscenza; é una chimera che inseguiamo quotidianamente ma non raggiungeremo mai; é proprio la conoscenza raggiunta che ci spinge a farci nuove domande, porci altri quesiti cui rispondere...

é la costante ricerca di un’irraggiungibile perfezione a farci migliorare

é la conoscenza stessa a farci capire che non ne avremo mai abbastanza

Credo nel miglioramento continuo e senza limiti, e credo sia possibile solo attraverso uno sforzo di apertura mentale. Un’inesorabile convinzione di essere costantemente in viaggio verso un posto migliore. Una sorta di zingaraggio mentale. In cui é il viaggio stesso peró a meritare attenzione, perché la meta in realtá non esiste.
In definitiva, mi piacerebbe che questo spazio di riflessione servisse sí per potervi comunicare le mie idee, ma anche per poter ricevere contributi da chiunque (C H I U N Q U E) e imparare da tutti (T U T T I).

Per migliorare costantemente ed evolvere la mia visione delle cose in qualcosa che mi possa aiutare ad essere una persona migliore

per aiutare gli altri

magari, anche ad alzarsi in piedi.

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